C'era un tizio nuovo..."
New York è caratterizzata dai suoi enormi grattacieli che si iniziarono a costruire solo verso gli anni ’10 per via dei prezzi elevatissimi dei terreni sull’isola di Manhattan.
Ormai la città è diventata un agglomerato enorme di queste costruzioni che generalmente raggiungono i 30 piani, ma possono arrivare anche agli 88 di un imponente Empire State Building(381 m).
La vista splendida dal basso verso l’alto, tutte le costruzioni che si slanciano verso il cielo azzurro, e la visione dall’alto verso il basso, come se tutti fossero formichine che corrono velocemente a casa o al lavoro, e non serve spendere chissà che cosa, basta andare sul tetto di una casa, o meglio, di un grattacielo e guardare giù.
Ogni grattacielo, ha un suo portiere che ha il compito di smistare la posta, tenere aperto il basement(dove ci sono le lavatrici a gettoni), pulire marciapiede, spazi comuni, e a volte anche i singoli appartamenti. Portano i giornali ad ogni piano, danno da bere alle piante, buttano la spazzatura…insomma, mantengono l’ordine e fanno tutto ciò che potrebbe essere utile per il grattacielo.
L’importanza di questa figura è evidenziata dai risultati dell’ultimo sciopero dei portieri di Manhattan: i finanzieri di Wall Street che smistano la posta, i dirigenti bancari che buttano la spazzatura, le mogli dei professori universitari a lavare le scale e dare da bere alle piante. Tutti che entrano ed escono senza alcun controllo dai palazzi, l’ordinata pulizia del giorno prima trasformata che sembra ormai un sogno.
Molto importanti nel cinema(THE FAMILY MAN ne è un esempio), nella letteratura(IL GIOVANE HOLDEN) e soprattutto nella vita reale, queste figure però rischiano di scomparire sostituiti anche loro dalle nuove tecnologie, da un computer, un robot, un doorman elettronico. Un “aggeggio” che ti avvisa se qualcuno ti cerca, e fa tutto quello che faceva il portiere, solo che lo fa come può farlo una macchina, senza calore umano. È un qualcosa a cui non si da la confidenza che si dava al vecchio portiere a cui magari si chiedeva consiglio o ti sfogavi dopo una notte andata in bianco.
Ormai la città è diventata un agglomerato enorme di queste costruzioni che generalmente raggiungono i 30 piani, ma possono arrivare anche agli 88 di un imponente Empire State Building(381 m).
La vista splendida dal basso verso l’alto, tutte le costruzioni che si slanciano verso il cielo azzurro, e la visione dall’alto verso il basso, come se tutti fossero formichine che corrono velocemente a casa o al lavoro, e non serve spendere chissà che cosa, basta andare sul tetto di una casa, o meglio, di un grattacielo e guardare giù.
Ogni grattacielo, ha un suo portiere che ha il compito di smistare la posta, tenere aperto il basement(dove ci sono le lavatrici a gettoni), pulire marciapiede, spazi comuni, e a volte anche i singoli appartamenti. Portano i giornali ad ogni piano, danno da bere alle piante, buttano la spazzatura…insomma, mantengono l’ordine e fanno tutto ciò che potrebbe essere utile per il grattacielo.
L’importanza di questa figura è evidenziata dai risultati dell’ultimo sciopero dei portieri di Manhattan: i finanzieri di Wall Street che smistano la posta, i dirigenti bancari che buttano la spazzatura, le mogli dei professori universitari a lavare le scale e dare da bere alle piante. Tutti che entrano ed escono senza alcun controllo dai palazzi, l’ordinata pulizia del giorno prima trasformata che sembra ormai un sogno.
Molto importanti nel cinema(THE FAMILY MAN ne è un esempio), nella letteratura(IL GIOVANE HOLDEN) e soprattutto nella vita reale, queste figure però rischiano di scomparire sostituiti anche loro dalle nuove tecnologie, da un computer, un robot, un doorman elettronico. Un “aggeggio” che ti avvisa se qualcuno ti cerca, e fa tutto quello che faceva il portiere, solo che lo fa come può farlo una macchina, senza calore umano. È un qualcosa a cui non si da la confidenza che si dava al vecchio portiere a cui magari si chiedeva consiglio o ti sfogavi dopo una notte andata in bianco.
Elia Bonetto