mercoledì 24 febbraio 2010

IL QUOZIENTE INTELLETTIVO (QI)


Cosi andò a finire che chiamai il vecchio Carl Luce. [...] Aveva circa tre anni più di me e non era molto simpatico, ma era un tipo molto intellettuale, a Whooton era quello che aveva il Quoziente d'Intelligenza più alto>.

Il quoziente d’intelligenza è un indicatore che viene utilizzato per misurare l’intelligenza di un individuo e viene ottenuto tramite test. Per definire il QI di una persona, ci si basa sulla seguente formula:
QI = (età mentale/età cronologica) x 100
L’età mentale di un individuo è l'età in cui la media delle persone della stessa età cronologica riesce ordinariamente a superare un determinato gruppo di problemi, mentre l’età cronologica è l’età reale della persona. Questa operazione può arrivare anche a misurare un QI di 200 punti.
I test del QI sono organizzati, solitamente, in un complesso di domande a risposta multipla. Quelli generalmente utilizzati sono composti da 14 gruppi di quesiti, metà verbali e metà di abilità. Questo viene fatto per misurare come il cervello comprende, ragiona matematicamente, memorizza, riordina e assembla oggetti.
Si pensa che il QI possa essere sviluppato giacché è in relazione con l’attività cerebrale di un individuo, per cui è condizionato dalle idee, dal carattere ma anche dalla creatività. Ognuno di noi può quindi allenare la mente, esponendola a diverse tipologie di ragionamento che possono aiutare, per esempio, ad aumentare la memoria.
Il QI viene misurato nelle diverse popolazioni. Si è scoperto che questo quoziente d’intelligenza è fortemente legato alle relazioni sociali delle persone. Infatti, viene influenzato dalle condizioni lavorative e anche dallo stato economico di un individuo; ma principalmente è stata confermata l’ereditarietà del QI e il fatto che questa si intensifichi con l’aumentare dell’età. Inoltre anche i fattori ambientali contribuiscono all’aumento o alla diminuzione del QI. Un bambino che fin dall’infanzia viene nutrito adeguatamente consente uno sviluppo cognitivo; come il gioco degli scacchi e i puzzle migliorano le capacità abilitative; o più semplicemente ascoltare musica aiuta lo sviluppo della memoria. Si nota anche che se un test viene ripetuto più di una volta, seguendo percorsi differenti, il punteggio può variare, per questo non viene considerata intelligenza al 100 %.
Statisticamente, prendendo in esame una popolazione, se il test viene eseguito correttamente, di norma si verifica che metà della popolazione ha un QI compreso tra 80 e 110; un quarto della popolazione sopra il 110 e un quarto inferiore a 90.
Giulia Vigolo

7 commenti:

  1. Sinceramente non sapevo che anche gli aspetti più comuni della crescita di un bambino o di alcune cose che si fanno normalmente possono influenzare il QI. Non sapevo nemmeno come si facesse, tramite delle formule matematiche, a calcolare il valore di intelligenza di una persona. Bel post... direi illuminante.
    Carlan Gian Marco

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  2. Io penso che misurare il QI di una persona tramite questi test sia inutile. L'intelligenza di una persona non si misura con un test matematico, ma da cosa sa fare. Per esempio, uno può avere 150 di QI e non essere in grado di usare un martello per attaccare un chiodo ad una parete!

    Alessandro Bregalda

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  3. Sono molto d’accordo con Alessandro; anche se secondo me il test del QI qualcosa riesce a dimostrarlo. Certo, sicuramente non è “definitivo” per definire l’intelligenza di una persona, però comunque secondo me ti da un’ idea di come e quanto riesce a ragionare un individuo.
    Un test del QI io me lo farei volentieri; giusto per vedere quanto scemo (o magari anche intelligente, non si sa mai… xD) sono. Dovrebbero pubblicizzarle di più certe cose, vabbè.
    Comunque Giulia complimenti x il post :)

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  4. Il Test del QI è una cosa molto delicata, su internet trovate migliaia di siti che te lo fanno fare, sinceramente credo siano bufale anche se io nel farli ho ottenuto risultati che vanno da 98 a 110, quindi esattamente nella media.
    Tali quesiti però non tengono conto di moltissimi fattori, spesso si tratta di quesiti matematici, semplici e non, geometrici, proporzioni, e ancor piu spesso tralasciano aspetti umanistici, o capacità di relazionarsi con la società.

    Chiunque abbia studiato matematica, meccanica, fisica è avvantaggiato nel fare questi test rispetto a chi invece preferiva studiare giornalismo, poesia, narrativa...

    Cosa significa? che chi ha fatto il liceo classico è un somare mentre chi ha fatto istituti tecnici è piu inteligente?
    NON CREDO....cmq sia....perfortuna che sono un ragioniere! :D

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  5. Bello il post, interessante, ma non capisco una cosa, se uno di 80 anni è un genio ed è molto sveglio ecc ha un'età mentale molto bassa, quindi facendo il rapporto tra l'età mentale e quella cronologica gli verrà fuori che ha un quoziente intellettivo bassissimo anche se è sveglio! Questa cosa non l'ho capita bene, comunque sarebbe interessante fare un test per il QI anche se, basta non essere in giornata o comunque molto poco perché ti vada storto qualcosa e risulti che sei scemo... mah... tutto sommato anch'io penso che non serva a molto, solo come curiosità...
    Sono completamente d'accordo con l'autore del commento anonimo sopra il mio.

    Stefano

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  6. Post interessante, è veramente curioso scoprire quanti aspetti raccolga il QI! Comunquea sono d'accordo con i due commenti che mi precedono. Sicuramente una persona che ha fatto degli studi di matematica o fisica è avvantaggiata rispetto ad un'altra che non ha una forte conoscenza in ambito matematico. La cosa che però mi ha colpito di più del QI è l'importanza che gli viene dato. Addirittura recentemente si è sentito parlare di una proposta di legge per cui a delle persone con il QI più alto veniva data la precedenza rispetto ad altre per il trapianto di organi (parlando di persone con handicap). Quindi sicuramente è un test utile per delineare l'intelligenza di una persona ma non credo sia sufficente questo per compromettere addirittura la vita di una persona.

    Lombarda Diego

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  7. Già Stefano, è proprio un bel dubbio il tuo... comunque cercando in altri siti (e come c'è anche scritto nel post) si parte dal presupposto che l'età mentale dovrebbe procedere di pari passo con quella cronologica, infatti è logico che degli adulti di 25/30 anni ne sappiano di più di alcuni ragazzi di 15 anni (nella maggior parte dei casi)... in questo esempio per cui si ipotizza che il gruppo di adulti raggiungano una media di 25/30 punti sul totale, mentre quello dei ragazzi di 15 punti sullo stesso totale, quindi dividendo e moltiplicando entrambi i gruppi avrebbero un QI che si aggira attorno a 100 (almeno penso sia così da quello che ho capito). Però è anche vero che dopo una certa età con questa maniera di calcolo si viene alquanto penalizzati...

    Luca Mattarolo

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